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A bbiamo assistito all'operato di Dunant con i feriti di Solferino; ma come, dunque, e dove e col concorso di chi venne veramente fondata la Croce Rossa? Siamo in un palazzo di Ginevra, il 17 febbraio 1863. Nella vasta sala tutto è pronto per la riunione; ad uno ad uno, severi nei loro abiti scuri, solenni in volto per l'importanza dell'avvenimento di cui tra breve saranno protagonisti, entrano alcuni uomini. Uno già lo conosciamo, è Henry Dunant, che nei tre anni e mezzo trascorsi dalla storica giornata di Solferino ha impiegato tutto il suo tempo perché il suo meraviglioso sogno divenga finalmente realtà: ha scritto un libro assai bello e commovente, Ricordo di Solferino, ha ricercato e ottenuto l'appoggio di Napoleone III, del re di Sassonia, dei reali di Prussia, di membri influenti della corte inglese e Russa. Ecco poi Gustavo Moynier, anch'egli grande benefattore ma in più dotato di quello spirito pratico ed organizzativo di cui invece Dunant è privo (e a Moynier in effetti si deve se la Croce Rossa poté essere istituita, tanto che per 40 anni ebbe la carica di Presidente del Comitato Internazionale). Ed infine ecco il generale Guglielmo Dufour, assai noto nella natia Svizzera e all'estero per il suo operato altamente umanitario sui campi di battaglia, e due illustri medici, il dottor Teodoro Maunoir e il dottor Luigi Appia. Cinque sono dunque questi importanti personaggi e semplicemente “ Comitato dei Cinque” viene denominata l'associazione cui essi danno vita; essa diverrà poi il “Comitato Internazionale e permanente dei soccorsi ai feriti militari”, ed assumerà infine il nome celeberrimo che ancora porta; “ Comitato Internazionale della Croce Rossa”. A questa prima riunione, nella quale si gettarono le basi della futura organizzazione, molte altre seguirono; il loro successo fu tale che di lì a pochi mesi, nell'ottobre del medesimo anno, fu organizzata una vera e propria conferenza internazionale che riunì a Ginevra i rappresentanti di ben 16 paesi, tra cui l'Italia, la Francia, l’Austria - Ungheria, la Spagna, la Russia e naturalmente la Svizzera. Però ancora la Croce Rossa, come organizzazione internazionale, non era stata riconosciuta- Incomprensioni, diffidenze, preconcetti impedivano a molti stati di prendere una posizione ufficiale. Ma alla fine gli sforzi di Dunant, di Moynier e di tutti i loro entusiasti collaboratori vennero ricompensati: il 22 agosto 1864 i delegati di dodici paesi firmavano la Convenzione di Ginevra, che istituiva ufficialmente la Croce Rossa: e l'Italia fu la quinta tra le nazioni aderenti. Italia, oltre ad essere stata una delle prime nazioni in ordine di tempo (come abbiamo detto la quinta) ad aver aderito alla Convenzione di Ginevra, vanta anche l'istituzione di una delle più antiche associazioni di Croce Rossa nazionale. La Croce Rossa italiana nacque a Milano col nome di “ Comitato Milanese dell'Associazione Italiana di Soccorso per militari feriti e malati in tempo guerra” il 15 giugno 1864, e presidente del comitato milanese (che per qualche anno mantenne funzioni direttive) fu il dottor Cesare Castiglioni, insigne scienziato e letterato, nonché ardente patriota. Personalità di primissimo piano in Italia e all'estero, egli da tempo presiedeva la sezione milanese dell'Associazione Medica Italiana quando, infiammato dall'appello del Dunant in favore dei feriti di guerra, si votò alla causa del Comitato dei Cinque ”. Ben presto moltissime altre sezioni dell’Associazione Medica (come quelle di Bergamo, Pavia, Genova, Bologna, ecc.) seguirono l'esempio quella milanese, istituendo altrettanti comitati di Croce Rossa, tanto e di lì a pochi anni lo stato italiano tenne di dover provvedere a disciplinare la nuova organizzazione. Divenuta Roma capitale d'Italia, là fu trasferita la sede centrale. |
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