Nel suo libro “Un souvenir de Solferino” Henry Dunant racconta con ricchezza di particolari l'esperienza delle sue giornate castiglionesi (la settimana dal 23 al 30 giugno). Venuto forse in qualità e con intenzione di semplice osservatore, fu trascinato all'azione dall'esempio della cittadinanza, particolarmente delle donne di ogni età e condizione sociale. Più che altrove, forse per la prima volta nella storia, fu qui accentuata l'idea del soccorso indiscriminato, senza distinzione di nazionalità, nel nome dell'universale fratellanza.Dettaglio d'intarsio con scene di soccorso

Ma a Castiglione fu, egualmente, sperimentata la gran deficienza dei mezzi di soccorso, l'impossibilità  di un'adeguata organizzazione a causa della fretta, dell'improvvisazione, del difetto di cognizioni sanitarie, della impossibilità  di intendere le più svariate esigenze del momento.

Se invece di quest'improvvisata opera di soccorso nata da iniziative individuali oppure tendente ad essere limitata ai feriti degli eserciti resistenti all'invasione o alleati in una guerra di liberazione, vi fossero delle società preventivamente costituite di infermieri volontari, approvate e sanzionate dalla pubblica autorità  e qualificate per un'opera tanto complessa ed importante, la salvezza di un maggior numero di vite ed altri benefici incomparabilmente migliori sarebbero derivati dall'intervento di siffatte organizzazioni.

Il soccorso dovrebbe effettuarsi non solamente per opera di funzionari stipendiati dai singoli eserciti, o dalle ambulanze che seguono normalmente ciascuna armata, ma da volontari reclutati da ogni parte, uomini e donne di ogni paese, con un'organizzazione dotata di propri mezzi finanziari e non solamente in vista di un determinato combattimento ma in virtù di un preventivo riconoscimento dell'organizzazione quale persona giuridica di diritto internazionale munita di particolari prerogative riconosciute dal diritto delle genti e delle necessarie immunità  rispettate da tutti gli eserciti.

Castiglione delle Stiviere fu dunque la prima località  che si impose all'esperienza ed all'osservazione del futuro fondatore della Croce Rossa Internazionale, che testimoniò, accanto alla grandezza delle virtù, i difetti materiali dell'opera di assistenza ai feriti combattenti.

Pagina sucessiva
Pagina precedente