Fu Castiglione la sede del primo cospicuo esperimento di solidarietà  internazionale nata da iniziative particolari che ispirarono l'esigenza di una più vasta iniziativa sociale.

Il centenario della guerra decisiva per il Risorgimento Italiano e il ricordo delle battaglie relative riguarda direttamente il sentimento nazionale del popolo italiano e del popolo francese, i cui eserciti alleati riportarono le vittorie liberatrici.

Ciò nonostante il Comitato Internazionale della Croce Rossa, il cui perfezionamento in una convenzione internazionale non avvenne in Italia e neppure nell'anno 1859, ma dopo cinque anni e a Ginevra, ha deciso di celebrarne l'origine come avvenuto in Italia prendendo in considerazione il luogo il tempo e l'occasione da cui ne sorse l'idea ispiratrice.

Dopo l'ora della lotta e della vittoria di un esercito sopra l'altro é venuto, come aveva scritto il Foscolo, il ritrovamento della pietà  delle umane belve di se stesse e d'altrui.Firmatari convenzione di Ginevra

La Croce Rossa simbolizza l'unione fraterna dei combattenti nella sofferenza comune, oltre i motivi storici e politici della loro avversione, ed oltre i motivi di compiacimento per la vittoria o il rancore per la sconfitta: il sentimento che ne nasce fa dimenticare le vicende e il tempo del reciproco odio collettivo, per farli ritrovare in un reciproco amore, individuale e universale.

Dai valori e dalle finalità  nazionali si passa ad un più alto valore e ad una più alta finalità  internazionale; non più vincitori ne vinti, ma, dopo la lotta, tutti fratelli>, vittime di un destino e di un dovere superiore.

Ben può dirsi quindi che non soltanto oltre la tomba ma anche oltre la lotta cruenta che pone, purtroppo, ancora oggi con frequenza i valori individuali a totale servizio e sacrificio per le ragioni di Stato, ma non vive l'ira nemica, e riprende vita e slancio l'amore per una più grande famiglia umana.La città  di Castiglione delle Stiviere da cui parte il primo incitamento del Dunant al soccorso dei feriti e degli infermi di tutte le nazionalità  e il primo stimolo a consacrare quest'opera in un'istituzione internazionale permanente, é stata scelta come sede di un museo destinato a raccogliere, oltre i documenti storici immediati e locali dell'opera di soccorso, anche le testimonianze di qualunque fonte riferite alla progressiva trasformazione del movimento assistenziale da privato e nazionale in un'opera trascendente il limite e gli interessi dei singoli Stati, in comune convergenza di fedi diverse, politiche e religiose.

E questo un atto di coerenza storica e simbolica, un riconoscimento necessario della distinzione che deve sussistere, pur nella unità  del nesso storico, tra le ragioni commemorative delle battaglie e delle vittorie e le ragioni di una nuova solidarietà  umana che si esplicarono in tempi ed in luoghi diversi ed alle quali possono essere partecipi, senza alcun rammarico per la diversa fortuna militare, i rappresentanti di tutte le nazionalità  che furono belligeranti nel conflitto del 1859 e in quelli successivi di più grandiosa e tragica portata ed ove rifulse, in progressiva grandezza, l'opera della Croce Rossa Internazionale.

Ma l'opera universale di carità  che segna un progresso della civiltà  umana rispetto alle ataviche crudeltà  insite nei conflitti armati, sfida veramente i secoli e le inimicizie, per loro natura temporanee, anche se lunghe e tenaci, tra i diversi popoli e significa una vittoria dell'umanità  su sé medesima, il cui ricordo sarà  la fonte di un universale compiacimento, anche nella fortunata eventualità  della sparizione di ogni spirito e di ogni ricordo di guerra tra le nazioni e le stirpi latine, germaniche e slave che furono coinvolte nella guerra terminata a Solferino il 24 giugno 1859.

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